Crisi energetica, scarsità di materie prime, emergenza climatica e problemi sociali – lo sviluppo sostenibile è diventato un problema strategico per tutte le organizzazioni. Non stiamo parlando solo di trucchetti marketing o di greenwashing: per incarnare veramente i valori contemporanei di responsabilità aziendale e trasparenza, le aziende devono incorporare la sostenibilità nel tessuto del loro DNA.

Aziende sostenibili come Frances Michel et Augustin, Biocoop e il Gruppo Rocher hanno costruito pubblicamente il loro successo su valori eco-compatibili, pur appartenendo a settori meno comunemente associati alla sostenibilità, come l’industria automobilistica, l’IT, il banking e il retail.

In questo articolo, vedremo meglio il caso di cinque aziende che hanno abbracciato con successo la sostenibilità, nella propria mission e nei valori guida, come: Volkswagen, LafargeHolcim, Atos, Décathlon e Crédit Mutuel.

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Sommario:

Atos, des données équitables, un monde plus vert

Des données éthiques

On le dit souvent, la data est le nouvel or noir du XXIème siècle. Les GAFAM ont en fait une source importante de revenu et un réel avantage. Pas une startup, pas une entreprise informatique ne valorise pas les données récoltées comme un trésor de guerre. Atos, en tant que géant français du digital et expert en solution cloud n’est évidemment pas en reste. La data, son stockage et son exploitation sont la pierre angulaire de son business-model.

Pourtant, Atos prend ces mêmes données avec des pincettes, en promouvant une utilisation équitable de la donnée. Equitable, c’est le terme que le groupe a choisi pour deux raisons, qui illustrent bien leur philosophie. D’un côté, équitable -en français- pour la notion de justice dans le partage de données, et de l’autre l’anglais equity. Car évidemment, la data est valorisable comme tout actif.

C’est ainsi qu’Atos est à l’origine de la Fondation GAIA-X, qui milite au niveau européen pour un partage de données, via le cloud, plus sécurisé et transparent. Par ailleurs, Atos a également lancé l’initiative ETAMI, Ethical and Trustworthy Artificial and Machine Intelligence, pour favoriser une intelligence raisonnée, éthique, et fiable.

Verdir le digital

Comme toute entreprise, le groupe Atos marche par objectifs clairs et chiffrés. Cet état d’esprit préside toute la politique environnementale du groupe. C’est ainsi que, depuis 20215, Atos s’attèle à réduire de 50% ses émissions de CO² par million d’euros de chiffre d’affaires généré. Il s’agit d’un des principaux KPIs fixés en interne. Mais Atos n’oublie pas pour autant qu’elle s’inscrit dans un écosystème global. Ainsi, en novembre 2020, l’entreprise a organisé sa première journée virtuelle des fournisseurs, sorte de table ronde digitale regroupant les 250 principaux fournisseurs du groupe. Au menu, business bien sûr, mais aussi développement durable. Atos a, en effet, analysé que 50% de son bilan carbone provenait de sa chaîne d’approvisionnement. L’objectif de cette table ronde aura donc également été d’établir des solutions et des processus afin de réduire l’impact carbone de toute la chaîne de production, main dans la main.

Intégrer le développement durable au cœur du quotidien des collaborateurs

Par ailleurs, si la politique de développement durable doit être structurée au niveau du groupe, et doit prendre en compte l’ensemble de la chaîne de production, il ne faut pas oublier les actions individuelles que chaque collaborateur peut mener. C’est ainsi qu’Atos impose désormais l’utilisation du noir dans les présentations digitales. En effet, le noir permet de ne pas « allumer » de pixel sur un écran, générant ainsi des économies d’énergies. Il est évident qu’à titre individuel, l’impact peut sembler dérisoire, mais à l’échelle d’un groupe de 110000 collaborateurs, ces économies d’électricités sont significatives.

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I dati etici

Al giorno d’oggi i dati di aziende e persone hanno un valore inestimabile e le realtà che detengono la maggior parte di questi dati sono: Google, Apple, Facebook (Meta), Amazon e Microsoft. Ma sia che si tratti di un’azienda consolidata o di una start-up – sono molte le imprese che oggi considerano la raccolta dei dati come un’attività preziosa.

Anche Atos, azienda francese leader nella fornitura di soluzioni cloud, non è da meno e basa tutto il suo modello di business proprio sui dati: sia per ciò che riguarda la loro raccolta che l’utilizzo. Tuttavia, Atos enfatizza anche l’uso responsabile dei dati. L’azienda ha adottato il termine “equo” per descrivere la loro filosofia di trattamento dati per due motivi distinti. In primo luogo, “équitable” è la parola francese per intendere “giusto”, evidenziando l’impegno dell’azienda nel promuovere la condivisione etica dei dati.

Per queste ragioni, Atos sostiene la Fondazione GAIA-X, che si impegna a livello europeo per una maggiore sicurezza e tutela nella condivisione di dati basata sul cloud. Inoltre, Atos ha avviato il programma Ethical and Trustworthy Artificial and Machine Intelligence (ETAMI), mirando a promuovere un’intelligenza artificiale che sia responsabile, etica ed affidabile.

Diventare green con il digitale

Atos opera dunque con obiettivi definiti e misurabili, specialmente per quanto riguarda la sua politica ambientale. A partire dal 2021, l’azienda ha fissato uno scope molto ambizioso: ridurre le proprie emissioni di CO² del 50%, per ogni milione di euro di fatturato generato. Questa metrica già di per sé rappresenta un KPI interno cruciale. Tuttavia, riconoscendo il proprio ruolo all’interno di un ecosistema globale più ampio, Atos è andata oltre, ospitando nel novembre 2020 il suo primo evento digitale di incontro con 250 fornitori del gruppo, per discutere non solo di affari ma anche di sostenibilità. Dato che la metà delle emissioni di CO² di Atos deriva dalla sua catena di approvvigionamento, l’evento si è concentrato anche sullo sviluppo di strategie collaborative atte a ridurre l’impatto ambientale di tutto il processo produttivo.

L’impatto delle piccole azioni quotidiane delle aziende sostenibili

Sebbene sia cruciale integrare l’approccio sostenibile nella catena produttiva aziendale, è altrettanto importante riconoscere l’importanza delle piccole azioni di sostenibilità, messe in atto dalle aziende. Atos ad esempio, ha imposto l’uso del nero nelle sue presentazioni digitali, perché utilizzare il nero significa che vengono attivati meno pixel sugli schermi, con conseguente risparmio energetico. Sebbene l’energia risparmiata per le presentazione possa sembrare trascurabile, quando questa pratica viene applicata da più di 110.000 persone in azienda, la differenza sull’impatto ambientale diviene notevole!

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Sustainability Mindset Is Just One Factor in Top Talent Attraction and Retention

Volkswagen guida la sostenibilità

Ben prima dell'adozione di massa dei veicoli elettrici e della scoperta del potenziale dell’idrogeno, Volkswagen ha promosso pratiche sostenibili in un settore spesso criticato per l’impatto che genera sul cambiamento climatico. A partire dagli anni '90, Volkswagen ha incorporato la gestione sostenibile nella sua strategia aziendale: l’impegno abbraccia tutti gli aspetti dello sviluppo sostenibile. Nel corso degli ultimi tre decenni, Volkswagen ha intrapreso numerose iniziative - molte delle quali potrebbero essere scon