Negli ultimi anni la leadership femminile ha preso sempre più piede nelle realtà aziendali. Nonostante questo fenomeno, secondo un recente studio di McKinsey, le donne sono ancora drammaticamente sottorappresentate nei ruoli dirigenziali. La domanda che potrebbe sorgere spontanea a questo punto è se sia giusto o meno associare la leadership ad un genere piuttosto che ad un altro.

La risposta è negativa, perché la capacità di guidare non dipende dal genere di appartenenza. Tuttavia, se proprio vogliamo trovare un elemento che possa fare la differenza possiamo appellarci allo stile di leadership il genere maschile e quello femminile. Se pensiamo però alle organizzazioni più virtuose, spesso ci vengono in mente realtà che dispongono di team dirigenziali diversificati nel genere, con una percentuale importante di donne nei ruoli di leadership, e che includono nelle proprie politiche di welfare l’equità salariale e percorsi di carriera indipendenti scevre da logiche di genere.

gruppo di donne leader che parlano di lavoro

L’impegno di Speexx per promuovere la leadership femminile

Abbiamo deciso di scrivere questo articolo perché in Speexx sosteniamo l’importanza della leadership femminile e siamo consapevoli di quanto la promozione di diversità e inclusione sia di grande valore per la nostra azienda. Ci impegniamo infatti a fornire ogni giorno alle nostre persone, gli strumenti e le risorse di cui hanno bisogno per crescere e raggiungere il proprio successo. Siamo molto orgogliosi che Clara Canevari, Responsabile del Digital Marketing & Growth di Speexx, sia stata nominata da The Software Report tra le Top 50 Female Leaders nel settore SaaS nel 2022.

Un breve sguardo alla storia della leadership femminile

La storia della leadership femminile è lunga e complessa, perché abbraccia diverse culture percorre da secoli diversi paesi in tutto il mondo. Nonostante le donne abbiano svolto ruoli importanti nelle comunità matriarcali, il loro accesso alle posizioni di potere e leadership, è stato limitato nel corso della storia, se rapportato alle figure di condottieri, sovrani e leader politici di genere maschile. Nelle civiltà più antiche, le donne che occupavano importanti posizioni di potere erano associate a ruoli religiosi, come le sacerdotesse. Alcuni esempi di donne di potere nell’antichità includono la regina di Egitto Hatshepsut, che governò come faraone nel 15 ° secolo a.C., e Wu Zetian, l’unica donna a governare di diritto la Cina durante la dinastia Tang.

Tuttavia, con l’avvento delle società patriarcali, l’accesso delle donne alle posizioni di leadership si è ridotto di molto. Durante il Medioevo in Europa, le donne erano in gran parte escluse dalla vita pubblica e si limitavano a ruoli di mogli o madri che le segregavano in casa. Alle donne era proibito di partecipare alle attività politiche e non potevano ricevere un’adeguata istruzione.

Nel corso dei secoli XIX e XX, in molte parti del mondo hanno preso piede movimenti in favore delle donne, che sostenevano la parità dei diritti e il suffragio universale. Le donne hanno iniziato a far sentire la loro voce per reclamare i diritti che le erano stati negati per secoli: come il diritto al voto, l’accesso all’istruzione e al mondo del lavoro.

Negli Stati Uniti il diritto di voto per le donne è stato ottenuto nel 1920, con la ratifica del 19° emendamento della Costituzione. Tuttavia, la presenza delle donne in posizioni di leadership in politica e nelle aziende è rimasta esigua per molti anni.

Nella seconda metà del XX secolo, le donne hanno compiuto importati passi nel rompere quel “soffitto di cristallo” che impediva loro di raggiungere posizioni di potere e leadership. Le donne hanno iniziato ad entrare in politica, nell’istruzione e nel mondo degli affari in numero sempre maggiore, e leader femminili come Margaret Thatcher e Angela Merkel sono emerse come figure influenti sulla scena mondiale.

In Italia si dovesse attendere il 1979 per vedere la prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei deputati con Nilde Iotti, mentre la prima donna italiana a ricoprire la carica di ministro, fu Tina Anselmi nel 1976.

Al giorno d’oggi le donne continuano a progredire in ruoli di leadership in diversi ambiti e settori. Nonostante ciò, le donne continuano a non essere opportunamente rappresentate, in molti ruoli apicali e continuano ad incontrare ostacoli relativi a discriminazioni e pregiudizi di genere.

Quali sono i principali stili di leadership?

Gli stili di leadership possono variare notevolmente a seconda del tipo di persona. Alcune tendono ad essere più tradizionali e autoritarie, mentre altre seguono uno stile più collaborativo e partecipativo. In altri casi abbiamo persone che si concentrano sullo stimolare la motivazione dei membri del team e utilizzare l’empatia per entrare in sintonia con loro. Il miglior approccio di leadership è quello che si adatta al contesto lavorativo e alle persone da guidare.

Non esiste infatti uno stile di leadership unico per ogni singola organizzazione. Lo stile di leadership più efficace è plasmato in base alle diverse situazioni ed esigenze, che si possono incontrare nelle realtà aziendali e varia anche in base ai tipi di team.

Ad esempio, uno stile di leadership autoritario potrebbe essere necessario per prendere decisioni rapide e mantenere il controllo in un ambiente frenetico e caratterizzato da forti pressioni. In un ambiente più collaborativo e creativo, uno stile di leadership più empatico potrebbe risultare più efficace nel promuovere l’innovazione e nel responsabilizzare i membri del team.

Oltre ad essere adattabili, i leader efficaci possiedono caratteristiche specifiche come buone capacità di comunicazione, di sviluppo ed empowerment dei membri del proprio team.

Alcune delle principali sfide per le leader donne

  • Pregiudizi di genere e discriminazioni: le donne in posizioni di leadership spesso sono sottoposte a pregiudizi di genere e discriminazioni. Tutto ciò può tradursi in disparità salariale o nel mancato accesso alle promozioni come anche all’essere sottoposte a stereotipi di genere riguardo alle proprie capacità di leadership venendo giudicate come troppo emotive.
  • Bilanciare lavoro e vita familiare: alle donne leader può capitare di vivere scendere a compromessi per riuscire a bilanciare le responsabilità professionali con quelle legate alla vita familiare.
  • Pochi modelli femminili a disposizione: le donne si ritrovano con pochi modelli leader femminili nella storia, a cui ispirarsi. Questa scarsità può disincentivarle ad immaginarsi in ruoli di leadership e generare in loro un senso di insicurezza.

Nonostante queste sfide, le donne leader continuano a dimostrare il loro valore e la loro capacità di guidare con successo le organizzazioni. Il riconoscimento e il superamento di questi ostacoli sono passi importanti verso una maggiore parità di genere nei ruoli di leadership. Promuovere una cultura del rispetto e dell’uguaglianza, e incoraggiare l’empowerment delle donne attraverso l’educazione, il mentoring e le opportunità di crescita professionale, può contribuire a creare un ambiente di lavoro più equo e inclusivo per tutti.

Il ruolo del coaching digitale nella promozione della leadership femminile

Il coaching digitale rappresenta un’ottima soluzione per promuovere la leadership femminile all’interno delle aziende. Questo tipo di coaching può offrire alle donne dirigenti numerosi vantaggi, tra cui:

  1. Personalizzazione: Un percorso di coaching digitale può essere ritagliato in base alle esigenze specifiche delle leader donne, che possono così ricevere consigli mirati.
  2. Flessibilità: Il coaching digitale offre la possibilità di intraprendere una partnership flessibile, che più si adatta agli impegni personali e professionali.
  3. Opportunità di confronto: Attraverso il coaching digitale le donne leader possono crearsi una rete di contatti di professionisti esperti che possiedono un know-how mirato, per aiutarle a superare gli ostacoli e raggiungere i propri obiettivi di carriera.
  4. Sviluppo delle competenze: Il coaching digitale può aiutare le donne ai vertici a sviluppare competenze fondamentali per la leadership, come la comunicazione, la gestione del tempo, la capacità di negoziazione e di risoluzione dei conflitti. Attraverso moduli di formazione online e sessioni di coaching personalizzate, le leader femminili possono acquisire e perfezionare queste competenze nel tempo.

Per garantire la possibilità alle donne di ritagliarsi il giusto spazio nei ruoli di leadership, le aziende si devono impegnare attivamente a promuovere la diversità e l’inclusione a tutti i livelli dell’organizzazione, attraverso iniziative rivolte a contrastare la discriminazione e i pregiudizi di genere, attuando politiche aziendali work-life balance per garantire alle donne un equilibrio tra vita lavorativa e privata.

Promuovere la collaborazione tra uomini e donne

Per creare un ambiente di lavoro più equo e inclusivo per tutti, è fondamentale promuovere la collaborazione tra persone di diverso genere. Questo può essere raggiunto attraverso diverse iniziative, tra cui:

  • Organizzare workshop a tema: Le aziende possono organizzare eventi e workshop specifici per facilitare la condivisione di idee, esperienze e best practice tra leader di entrambi i sessi.
  • Creare gruppi di lavoro misti: Le aziende possono promuovere la creazione di gruppi di lavoro misti, in cui leader di diverso genere lavorano insieme su progetti e iniziative specifiche.
  • Sostenere programmi di mentorship: I programmi di mentorship possono essere un efficace strumento per promuovere la collaborazione e la comprensione tra leader maschili e femminili. In questi programmi, uomini e donne agiscono sia come mentori che come mentee, condividendo le proprie conoscenze, esperienze e punti di vista.
  • Implementare politiche di inclusione: Le aziende devono implementare politiche che promuovano l’inclusione e la parità di genere coinvolgendo l’intera organizzazione. Questo può includere l’adozione di pratiche eque di assunzione e promozione.
  • Promuovere la cultura del rispetto e dell’empatia: Le aziende devono lavorare per creare una cultura organizzativa che valorizzi il rispetto e l’empatia tra tutte le persone. Ciò può includere la formazione su temi come la comunicazione assertiva, la gestione dei conflitti e la sensibilizzazione sui bias cognitivi

In conclusione, attraverso l’adozione di politiche e pratiche inclusive, le aziende possono assicurare che tutte le proprie persone abbiano le stesse opportunità di crescita e successo, indipendentemente dal genere a cui appartengono.