Oggi il panorama economico è caratterizzato da incertezza, licenziamenti diffusi e un generale declino della qualità della vita sul lavoro. È emerso un nuovo acronimo per descrivere questo contesto: il mondo BANI, che indica un ambiente Brittle-Fragile (fragile), Ansioso (anxious), Non lineare (nonlinear) e Incomprensibile (incomprehensible).
In un mondo BANI, il coaching è diventato più che mai cruciale perché strumenti per affrontare fragilità, ansia e complessità con resilienza e senso di scopo.
In questo scenario, le aziende si trovano di fronte a una sfida significativa: mantenere motivazione e performance dei team. Mentre le organizzazioni cercano di navigare in acque turbolente, le persone in azienda si sentono sempre più stressate e preoccupate per il futuro del proprio lavoro, con conseguente calo di produttività e benessere complessivo.
In questo articolo l’impatto di queste crisi e mostra come programmi di coaching professionale mirati possano contribuire a mitigare i loro effetti, rafforzando al contempo la resilienza organizzativa.
Un panorama economico in cambiamento: l’impatto sui dipendenti
Un panorama economico che influisce sulle persone sotto vari aspetti. Vediamo quali sono.
Basso morale e calo della produttività
Le crisi economiche e i licenziamenti diffusi hanno generato un clima di incertezza che incide direttamente sui dipendenti. Uno studio di Gallup indica che almeno il 50% della forza lavoro negli Stati Uniti è coinvolta nel fenomeno del “quiet quitting”, vale a dire che i lavoratori si limitano a soddisfare i requisiti minimi del proprio ruolo senza andare oltre. Tale disimpegno comporta una riduzione della produttività, un aumento dell’assenteismo e un calo generale della motivazione.
Allo stesso tempo, un’altra indagine Gallup, citata dal sito francese HelloWorkplace, mostra che il 72% dei dipendenti europei dichiara di essere disimpegnato, con il 16% che si definisce estremamente disimpegnato. Questa smobilitazione ha un impatto ulteriore sulle sfide aziendali perché riduce produttività e morale.
Il fenomeno ormai ampiamente discusso del quiet quitting riflette chiaramente questa tendenza. Molti dipendenti limitano oggi i propri sforzi al minimo indispensabile, evidenziando in questo modo una perdita di fiducia nell’organizzazione.
Un disimpegno che viene ulteriormente aggravato da stress prolungato e carichi di lavoro eccessivi, come evidenziato dal World Economic Forum.
Il declino della qualità della vita sul lavoro
Oltre ai licenziamenti, il peggioramento della qualità della vita lavorativa aggrava ulteriormente queste sfide. Secondo lo State of the Global Workplace di Gallup del 2024, il 41% dei dipendenti nel mondo sperimenta uno stress quotidiano significativo, una percentuale che negli ultimi anni è rimasta costantemente alta. Tali condizioni ostacolano in maniera rilevante la capacità dei lavoratori di mantenere motivazione e coinvolgimento.
Inoltre, il lavoro da remoto, pur offrendo maggiore flessibilità, ha sfocato i confini tra vita professionale e privata. Secondo The Conference Board, il 58% dei lavoratori in smart working ha sperimentato un’integrazione crescente tra lavoro e vita personale durante e dopo i lockdown globali, il che rende più difficile staccare dal lavoro e contribuisce a creare fenomeni di burnout.
L’importanza del coaching in tempi di crisi
Di fronte alle sfide introdotte dal mondo BANI, le organizzazioni devono adottare un approccio proattivo per supportare i propri team. Il coaching rappresenta uno strumento potente sia per lo sviluppo personale sia professionale, aiutando dipendenti e leader a navigare l’incertezza con resilienza e chiarezza.
Scopriamo in che modo.
1. Il coaching ripristina significato e motivazione
Il coaching aiuta i dipendenti a riconnettersi con i propri obiettivi personali e professionali, anche in periodi di crisi. Un business coach supporta le persone nel ridefinire le priorità, individuare i punti di forza e sviluppare strategie per affrontare l’incertezza. Questo processo non solo rafforza la resilienza di fronte al cambiamento, ma favorisce anche una rinnovata motivazione e un rinnovato impegno.
2. Il coaching aiuta a gestire lo stress e a migliorare il benessere
I programmi di coaching professionale possono ridurre significativamente i livelli di stress. Le sessioni offrono uno spazio sicuro per esprimere preoccupazioni, apprendere tecniche efficaci di gestione dello stress e coltivare una mentalità di crescita. Di conseguenza, le persone si sentono più preparate e motivate ad affrontare le sfide future.
3. Il coaching rafforza le competenze interpersonali e di leadership
Le crisi richiedono leader che siano in grado di gestire la tensione e costruire fiducia. Il leadership coaching fornisce ai manager strumenti per migliorare comunicazione, capacità decisionali e gestione dei conflitti. Si tratta di competenze essenziali per preservare la coesione del team e promuovere un ambiente di lavoro che supporti davvero le persone.
4. Coltivare una cultura di apprendimento continuo
Il coaching professionale va oltre la risoluzione di problemi immediati; favorisce una cultura dell’apprendimento continuo. Questo approccio aiuta i dipendenti a sviluppare l’agilità mentale ed emotiva necessaria per adattarsi a un ambiente in costante cambiamento. Una mentalità proattiva di questo tipo è fondamentale affinché le organizzazioni affrontino con successo le sfide future.
I benefici a supporto dell’efficacia del coaching professionale
Secondo l’International Coaching Federation (ICF), l’87% delle aziende che investe nel coaching segnala un alto ritorno sull’investimento.
La ricerca mostra che il coaching rappresenta un potente catalizzatore di cambiamento all’interno delle organizzazioni, favorendo miglioramenti in termini di efficienza.
Le aziende che implementano programmi di coaching professionale osservano costantemente un aumento significativo dell’impegno e della soddisfazione dei dipendenti.
Come integrare il coaching nella tua organizzazione?
Detto questo, ti stai chiedendo come integrare il coaching nella tua organizzazione? Ecco alcuni passaggi da seguire.
1. Identificare i bisogni specifici
Ogni organizzazione è unica, così come le sfide che affronta. Inizia valutando i bisogni specifici dei tuoi team. Strumenti come survey interne e interviste individuali possono fornire preziose informazioni sulle priorità e sulle aree di sviluppo.
2. Creare programmi personalizzati
Un programma di coaching efficace deve essere allineato alla cultura aziendale e agli obiettivi strategici. Può includere una combinazione di sessioni individuali, workshop di gruppo e risorse online per rispondere alle diverse esigenze presenti nell’organizzazione.
3. Formare i manager al coaching
Consentire ai leader di adottare un approccio di coaching nel proprio stile di gestione può generare un impatto positivo e duraturo. Fornisci ai manager le competenze per porre domande efficaci, dare feedback costruttivi e favorire lo sviluppo dei propri team. Il manager-coach non è una moda passeggera, ma una strategia comprovata per l’efficacia della leadership.
Per supportare questa trasformazione, le organizzazioni possono sfruttare risorse di coaching esterne o costruire comunità interne attraverso iniziative come programmi di mentoring.
4. Valutare l’impatto del coaching
Misurare regolarmente l’efficacia delle iniziative di coaching è fondamentale per il loro successo. Monitora indicatori chiave come engagement dei dipendenti, soddisfazione sul lavoro e performance, per identificare aree di miglioramento e perfezionare i programmi secondo varie necessità.
Investire nel capitale umano per superare le crisi
Le crisi economiche e i licenziamenti di massa non rappresentano soltanto sfide finanziarie; incidono significativamente sulla salute mentale e sulle performance dei dipendenti. Investire in programmi di coaching professionale consente alle organizzazioni non solo di affrontare questi effetti negativi, ma anche di promuovere una cultura di engagement, resilienza e crescita.
In un mondo sempre più segnato dall’incertezza economica, il coaching si è affermato come uno strumento essenziale per trasformare le avversità in opportunità.
E se questa crisi fosse il momento giusto per ripensare la tua strategia HR e liberare il potenziale del tuo talento?
