Il Quiet Quitting, ovvero quel comportamento per cui i dipendenti smettono di dare il massimo sul lavoro e svolgono il minimo indispensabile per non essere licenziati, è un fenomeno sempre in costante crescita che preoccupa i leader e le organizzazioni.

ragazza asiatica esausta dopo una giornata di lavoro

Sommario:

Quiet Quitting: facciamo chiarezza

Ma cos’è esattamente il Quiet Quitting e che cosa lo ha scaturito? Zaid Khan, un ingegnere della Generazione Z, ha postato un TikTok in cui esprime il suo punto di vista: “Ho recentemente appreso del nuovo fenomeno chiamato Quiet Quitting, in cui non si lascia il proprio lavoro, ma si rinuncia all’idea di dare il massimo”, dice Khan. “Si svolgono le proprie attività, ma non si aderisce più alla mentalità della cultura workaholic secondo cui il lavoro deve essere la priorità assoluta nella vita. E inoltre si teme che il proprio valore come persona venga definito dal lavoro che si svolge.”

E così è nato il fenomeno del #quietquitting. Non si tratta però di un fuoco di paglia. Secondo uno studio di Gallup, i quiet quitters costituiscono almeno il 50% della forza lavoro negli Stati Uniti, con una percentuale di inoccupati che arriva al 18%.

Non capisco il senso di questa frase nel contesto

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Le possibili cause

Il drastico calo dell’impegno sul posto di lavoro può risalire alla seconda metà del 2021. Nello stesso sondaggio, Gallup attribuisce la nascita fenomeno del Quiet Quitting a una combinazione di diversi fattori, quali la mancanza di aspettative concrete di crescita, le limitate opportunità di formazione e l’assenza di adesione alla mission aziendale. Il senso di insoddisfazione sul posto di lavoro è più evidente tra gli appartenenti alla Generazione Z e Millennials, che rappresentano anche le fasce di età notoriamente più difficili per le aziende da coinvolgere, attrarre e trattenere.

Quiet Quitting: di chi è la colpa?

In questi casi chi si potrebbe biasimare? I dipendenti che chiedono troppo ai datori di lavoro? Oppure, il Quiet Quitting è nato a causa della cattiva leadership?

La psicologa del lavoro Nicole Clemens attribuisce la responsabilità del fenomeno alla pessima leadership: “Le persone in questi casi non si sentono opportunamente considerate. I leader non hanno svolto correttamente il loro compito trascurando l’aspetto relazionale, mancando di riconoscere i meriti dei membri del proprio team ed evitando di adottare nei loro confronti un atteggiamento empatico e comprensivo”.

I possibili effetti indesiderati di questo fenomeno

L’effetto del Quiet Quitting nelle organizzazioni è quello di creare dipendenti insoddisfatti che usano le proprie energie per svolgere attività legate al tempo libero evitando di investire eccessive risorse nello svolgimento di attività di natura lavorativa.

“I leader potrebbero pensare di risolvere la faccenda assumendo nuove persone più dedite al lavoro e passare ai licenziamenti di massa”, ma non è così semplice. Spiega Clemens: “Siamo nel bel mezzo di un cambiamento epocale nel mondo del lavoro. C’è carenza di personale qualificato, siamo in piena crisi economica e tutto questo contesto richiede l’adozione di un approccio completamente diverso.”

In altre parole, una crescita esponenziale di dimissioni da parte dei dipendenti è sintomo di un sistema malato ai vertici, fatto di manager mediocri e leader poco capaci.

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