Risk management e procurement: le opportunità della formazione

Un buon rapporto tra impresa e dipendenti fa bene a entrambe le parti, soprattutto se ci si accorda preventivamente sugli obiettivi da raggiungere e le risorse da impiegare. Il guadagno di tale attività di collaborazione è ottenuto grazie a una strategia portata avanti a sei mani, tra HR, procurement e forza lavoro, e si traduce in una maggiore efficienza da parte del e della dipendente, in un maggiore risparmio e competitività per l’impresa. Sono le persone che compongono la nostra organizzazione, inoltre, ad avere la consapevolezza più profonda circa le modalità per portare innovazione e ridurre anche i costi di produzione. Coinvolgerle, formarle e premiarle è il modo migliore perché questa relazione continui a essere virtuosa. 

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Guardare all’interno

La pandemia ha evidenziato come sia fondamentale completare la trasformazione digitale delle imprese a ogni livello, al fine di abitare, prevenire e gestire al meglio una situazione di rischio come quella che stiamo vivendo. Allora, nell’ottica di abilitazione dell’innovazione, di prevenzione e mitigazione del rischio, e, soprattutto, di salvaguardia del valore dell’organizzazione, la formazione assume i contorni di una grande opportunità  in grado di garantire un equilibrio tra economicità, efficienza ed efficacia. Secondo la guida pubblicata da TheProcurement.it, quando si tratta di progettare la strategia di procurement, a volte il posto migliore per iniziare a guardare è proprio dentro all’azienda. 

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Un piano per prevenire, reagire e mitigare il rischio grazie alla formazione

Per portare avanti un’operatività efficiente, trasparente e tracciabile, in grado di reagire e mitigare il rischio, e allo stesso tempo rispondere adeguatamente alle esigenze del mercato, è possibile infatti programmare percorsi formativi disegnati a partire dalle competenze già presenti all’interno dell’organizzazione; un’azione che non consente solo una migliore consapevolezza e analisi delle proprie risorse, ma anche una base importante di risparmio. Una formazione così delineata è infatti in grado di fornire alle persone competenze digitali e multidisciplinari, integrando le competenze tecniche con quelle comunicative e gestionali.  

Chi si occupa di procurement lo sa: il risk management è un processo continuo e continuativo che si intreccia al procurement journey al punto che i due risultano essere profondamente interconnessi. In questo contesto, tutte le attività che qualificano il capitale umano e che rendono la nostra squadra e i nostri processi flessibili e resilienti, pur restando consapevoli della possibilità che i rischi previsti si trasformino in emergenze concrete, fanno parte di una logica che serve la crescita economica dell’organizzazione. E il futuro della formazione è, a sua volta, legato a doppio filo al futuro sviluppo della qualità e delle modalità del lavoro.

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La formazione come strategia di gestione del rischio

A questo proposito, un suggerimento importante viene anche dal legislatore. Poiché già nel 2016 la Legge di Stabilità ha introdotto la possibilità di avere accesso ad importanti sgravi fiscali e contributivi, sia lato organizzazione sia lato forza lavoro, nel caso in cui i premi di risultato aziendale fossero convertito, su libera scelta del o della dipendente, in welfare aziendale, l’azienda può decidere di convertire il premio in servizi di formazione. Investire in formazione, dunque, non solo rende la nostra squadra più forte e preparata a prevenire il rischio e a gestire l’emergenza; ma, allo stesso tempo, si qualifica in un investimento a medio lungo termine che, da un lato, consente un risparmio importante, grazie alle politiche fiscali introdotte dalla legge e alla prassi di guardare prima all’interno promuovendo le risorse già presenti in azienda, e, dall’altro, porta un arricchimento, in termini di competenze e valore, che continua a crescere e a portare risultati nel tempo