Il mix generazionale è una chiave del successo: la trasformazione è appena iniziata

I cambiamenti demografici stanno creando un posto di lavoro più diversificato che mai per età. Basta guardarsi intorno: sempre più generazioni lavorano fianco a fianco. Non è una novità, è sempre accaduto. Già una ventina di anni fa Louis Schweitzer, l’allora CEO di Renault, faceva i primi esperimenti di “tutoraggio al contrario” chiedendo a ogni membro del comitato esecutivo di formarsi sulle nuove tecnologie con l’aiuto di un giovane dipendente. Anche oggi i lavoratori più anziani apprezzano il know-how tecnologico e la creatività dei colleghi più giovani e questi ultimi apprezzano la saggezza e l’esperienza dei primi.

Quello che è cambiato è la velocità con cui si evolvono le differenze digitali tra le generazioni e l’allungamento dell’aspettativa di vita, che contribuisce ad aumentare la presenza di età diverse nello stesso luogo di lavoro. Una novità importante rispetto al passato, poi, è la consapevolezza che si è creata attorno al valore che il mix generazionale produce.

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Le politiche per una forza lavoro multigenerazionale sono sempre più necessarie perché il posto di lavoro del futuro metterà in primo piano l’apprendimento e l’adattamento. La famosa divulgatrice americana Heather McGowan, che si occupa soprattutto di futuro del lavoro, ha analizzato le principali competenze identificate dal World Economic Forum di cui i lavoratori avranno più bisogno, come il problem solving, l’intelligenza emotiva, la gestione delle persone e il coordinamento con gli altri.

McGowan ha scoperto che le persone le sviluppano al meglio in un periodo tardo della loro vita, per questo è una convinta sostenitrice dei benefici del mix generazionale sul luogo di lavoro. I gruppi che comprendono più generazioni lavorano meglio, sostiene l’esperta, e offrono alle aziende anche una maggiore comprensione del mercato, compreso il vasto segmento dei consumatori più anziani. Se i datori di lavoro faranno i passi giusti questa diversità sarà una delle chiavi del successo.

ragazza che presenta alla lavagna

La trasformazione è appena iniziata

Entro la metà di questo secolo, gli adulti dai 60 anni in su rappresenteranno il 22% della popolazione mondiale, il doppio di oggi. E molti rimangono a far parte della forza lavoro. Le persone tra i 55 e i 64 anni infatti rappresentano il 64% del mercato del lavoro nei paesi dell’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), un aumento dell’8% rispetto ad appena un decennio fa. Sempre più persone, quindi, vogliono o hanno bisogno di lavorare in età avanzata.

Il vasto numero di persone che invecchiano garantisce che la diversità di età rimarrà un tema significativo della vita lavorativa. Possiamo pensare ai millennial come a dei giovani pionieri, ma tra solo un decennio circa questi inizieranno a compiere 50 anni. E, già negli Stati Uniti, rappresentano la più grande generazione nella forza lavoro.

E anche la generazione Z (1997-2013) sta entrando ora nel mercato del lavoro portando nuovi comportamenti. Una generazione caratterizzata dal desiderio di autonomia, una mente aperta, un forte spirito di squadra e una gerarchia minima e che sta iniziando a disegnare i contorni di un nuovo modello di leadership, basato sulla fiducia, la responsabilizzazione e la trasparenza.

Ogni generazione ha i suoi dubbi sulla cultura e le tecnologie della generazione più giovane. Comprendere il loro comportamento e le distinte esigenze che hanno sul posto di lavoro porterà a una migliore integrazione dei nuovi dipendenti e al successo reciproco.

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Consigli dall’Ocse e dal World Economic Forum per i datori di lavoro

Il World Economic Forum e l’Ocse, insieme all’AARP (American Association of Retired Persons), sono al lavoro già da due anni sul progetto “Living, Learning and Earning Longer” in cui raccolgono le migliori pratiche da tutto il mondo per gestire il mix generazionale in azienda.

Per trarre vantaggio dalla forza lavoro multigenerazionale, i manager devono pensare in modo creativo al talento, a come valorizzarlo, e promuovere un clima di rispetto ed equità per tutti, comprese le opportunità di lavoro significativo e di sviluppo delle competenze.

I datori di lavoro possono aiutare sé stessi rivedendo il loro approccio alla formazione e allo sviluppo, assicurandosi che tutti abbiano l’opportunità di contribuire, indipendentemente dalla loro fase