Ethical leadership: bignami per HR

È comprovato da tempo che un management ispirato alla ethical leadership sia correlato positivamente con il grado di benessere dichiarato dalle persone all’interno di un’azienda. Allora perché ne parliamo proprio adesso? Perché, lo sappiamo, siamo in un momento di grandi cambiamenti e la capacità di guidare le persone nell’incertezza è sempre di più una competenza chiave.

Come riportato su un articolo pubblicato nel 2018 su NBCI, la leadership etica si definisce nell’incoraggiare le persone a divenire punti di riferimento per il proprio team per quanto riguarda la modalità di prendere decisioni, in linea con la  cultura aziendale, puntando sulle loro potenzialità e caratteristiche individuali. La leadership etica, in questo senso, si fonda sul engagement e accountability dei e delle dipendenti. Chi si occupa di HR può allora prendersi cura dell’esperienza di chi collabora con noi, della sua formazione e del suo benessere, economico e personale. Un’attenzione prioritaria per affrontare al meglio l’incertezza come una vera squadra.

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Esercitare empatia

Secondo un report pubblicato recentemente da Gallup, la maggior parte di chi lavora nelle nostre aziende ha aspettative ben precise sul proprio percorso di carriera e sulla sua funzione all’interno dell’organizzazione. I dati raccolti dimostrano infatti che chi riceve frequenti feedback dai propri manager ed è inserito in un percorso con obiettivi concreti, condivisi e verificabili, riporta un più alto livello di engagement. Ciò significa che, secondo i principi della ethical leadership, ciascuna persona che fa parte dell’organizzazione, è messa a conoscenza della strategia di business ed è dunque consapevole dell’impatto che le sue performance avranno sull’azienda nel suo complesso. Leader etici sono coloro che sono in grado di spostare l’attenzione sullo sviluppo delle competenze, del singolo e del team,  verso obiettivi condivisi. Questo fa sì che le persone si sentano responsabili anche della propria formazione e si sentano sempre coinvolte nell’organizzazione.

Incoraggiare la leadership etica a tutti i livelli

Oggi chi ha il ruolo di HR deve trasformarsi in quello che Thaler e Sunstein, nel loro lavoro sul nudging, chiamano “architetto delle decisioni”, cioè una persona, interna all’organizzazione, capace di mantenere anche uno sguardo esterno per capire, durante la condivisione degli obiettivi, in che modo le persone contribuiscono allo sviluppo dell’organizzazione stessa. I principi della ethical leadership, prevedono infatti che la leadership sia esercitata attraverso il dare l’esempio, la condivisione di informazioni e responsabilità, a tutti i livelli.

I e le manager, nella leadership etica, diventano da un lato supporter dei membri del team, dando feedback continui, semplici e flessibili, orientati a valutare le performance attuali in relazione a quelle condivise a livello individuale e, soprattutto, a livello globale; e, dall’altro, danno l’esempio e sono i primi a comportarsi in questo senso, perché incoraggiati, possibilmente dal team HR, a fare del proprio meglio per il proprio percorso di carriera, per il raggiungimento degli obiettivi individuali dei suoi colleghi e colleghe e per lo sviluppo dell’intera azienda.

Investire in formazione

Un leader etico è anche colui o colei che dà alle persone gli strumenti necessari per fare del proprio meglio. In particolare, le competenze più importanti da acquisire in questo momento sono quelle digitali e comunicative. A questo proposito, ricordiamo che la Legge di Bilancio 2021, approvato dal Governo ora in approvazione alla Camera, potenzia gli incentivi per gli investimenti da parte delle imprese sulla formazione dei e delle dipendenti in queste due aree. Con l’estensione e il consolidamento dello smartworking, infatti, la employee experience è sempre più mediata dalla tecnologia, così come il senso di appartenenza. Esercitare l’empatia, far emergere i punti di forza di ciascuno e migliorare il più possibile la comunicazione trasversale a più livelli, sono tre buoni punti da cui il leader etico può partire per migliorare il benessere e le performance dei membri del suo team.

Diversity e inclusività

Secondo uno studio pubblicato da Gartner lo scorso marzo, costruire un ambiente di lavoro più inclusivo significa aumentare le possibilità di successo, a livello individuale e collettivo, dell’azienda nel suo complesso; allo stesso modo, come sostiene Vera Gheno, sociolinguista e scrittrice, in una recente intervista pubblicata sul nostro blog un linguaggio che comprende e nomina tutte le differenze riconoscibili nelle persone lavorano con noi, è capace anche di accrescere il senso di appartenenza. Il o la ethical leader è quella persona che sa che per il benessere dell’azienda è fondamentale che le persone che ci lavorano si sentano prese in considerazione, anche linguisticamente. Ed è il primo, o la prima, a dare l’esempio.

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Trasparenza e accountability

Come abbiamo imparato nell’ultimo anno, una delle sfide più grandi che ci troviamo ad affrontare è quella legata alla data security e alla privacy. È infatti apparso necessario che tutti i team abbiano competenze digitali adeguate e siano guidati da modelli organizzativi capaci di gestire sia le relazioni a distanza sia la mole di dati generata da un lato dal monitoraggio operato dalle diverse aree aziendali, R&D, marketing e sempre di più anche HR, e dall’altro dal lavoro a distanza.

Rafforzare la consapevolezza e le competenze della persona in smartworking, rendendola responsabile delle scelte di mezzi, operazioni, procedure e finalità in materia di trattamento dei dati, deve essere uno degli obiettivi da perseguire. In questo, una leadership etica come finora descritta può aiutare. Dare l’esempio, esercitare l’ascolto, condividere le informazioni a più livelli e orientare il progresso individuale agli obiettivi di sviluppo generali dell’azienda, si affiancano in modo positivo ai due pilastri del GDPR, la trasparenza e l’accountability, che rendono i collaboratori e le collaboratrici consapevoli di tali attività e responsabili in prima persona in tutte le procedure.

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