Digital Transformation in Asia: una lezione da imparare

Tutti i dettagli di una trasformazione digitale da 1,16 trilioni di dollari

L’Asia Pacifica, che include stati popolosi come l’India e la Cina, sembra destinata a crescere enormemente nei prossimi anni. Entro il 2021, il PIL della regione crescerà di 32 trilioni di dollari e circa il 60% del PIL totale proverrà da prodotti digitali. È impressionante, ma, data la densità di popolazione di alcuni dei Paesi coinvolti e il numero delle industrie già esistenti, non c’è da stupirsi. L’aspetto sorprendente è, invece, l’impatto che avrà la trasformazione digitale, che dovrebbe aumentare il PIL della regione fino a 1,16 trilioni di dollari.

Si tratta di una crescita notevole in un periodo di tempo relativamente breve, e sebbene Cina e India giocheranno un ruolo innegabile, gran parte di questa crescita deriverà dalla decisione di convertirsi alla tecnologia di stati come Indonesia, Thailandia, Singapore, Vietnam, Malesia e Filippine.

Ma qual è, quindi, il segreto di questa digital success story? Per rispondere a questa domanda dobbiamo studiare nel dettaglio la trasformazione digitale di tutta l’Asia.

Convertirsi ad un futuro digitale, non solo tecnologico

Quando Microsoft ha incaricato IDC di studiare le economie dell’Asia Pacifica, sono state coinvolte 1.560 persone di 15 nazioni diverse. I partecipanti provenivano da imprese medie e grandi operanti in settori diversi come finanza, sanità, commercio al dettaglio e istruzione. Dalle informazioni fornite, IDC ha identificato due tipi distinti di organizzazioni: le aziende “leader” e le aziende “follower”:

  • Le aziende considerate leader costituiscono solo il 7% del totale. Si tratta di aziende che hanno implementato strategie digitali e che registrano un incremento del 20-30% in ogni ambito, dai profitti alla produttività.
    ● Il restante 93% rappresenta le aziende considerate follower. Anche in questo caso, si sono visti dei miglioramenti grazie alla tecnologia digitale, ma sicuramente meno significativi rispetto a quelli delle aziende leader, (solo del 15-20%).

Entrambi i gruppi hanno adottato misure tecnologie e digitali: qual è la differenza? In poche parole, i leader immaginano un futuro digitale, mettono la tecnologia al centro delle loro attività e sviluppano strategie globali incentrate su obiettivi digitali. Al contrario, i follower adottano la tecnologia solo per migliorare processi già esistenti. E quando si parla di un aumento del PIL di 1,16 trilioni di dollari, i leader sanno benissimo che ne trarranno benefici in prima persona.

Cosa c’è da imparare: convertirsi alla tecnologia sul posto di lavoro ha un enorme potenziale di miglioramento dei margini di profitto, della produttività, della fidelizzazione dei clienti e di tanti altri aspetti. Per poterne trarre tutti i benefici, tuttavia, le aziende devono integrare appieno le soluzioni digitali. Il punto è capire come si presenta il futuro digitale per ogni singola azienda e settore, e sfruttare questo aspetto il più possibile. In altre parole, la tecnologia non deve essere supplementare: deve essere il cuore pulsante dell’azienda.

La tecnologia che dà voce a tutti

Ciò che è successo in Asia ha dimostrato che la trasformazione digitale richiede formazione per sviluppare quelle competenze che consentano alle giovani generazioni di utilizzare la tecnologia in modi che le generazioni precedenti non avrebbero mai potuto immaginare. In molte economie dell’Asia Pacifica, la tecnologia è stata adottata come mezzo per migliorare le infrastrutture e il tasso di disoccupazione del Paese: è proprio questa mentalità che sta aiutando Microsoft a promuovere l’alfabetizzazione digitale in un Paese come il Nepal. In casi come questo, fornire ai giovani e ai dipendenti competenze digitali, crea un futuro che altrimenti sarebbe stato impossibile. Ma non sono solo i Paesi in via di sviluppo che hanno bisogno di abbracciare questa mentalità tecnologica; certo, le nuove tecnologie possono avere un impatto più rapido e più evidente nelle aree in via di sviluppo, ma ogni Paese (e azienda) nel mondo dovrebbe mettere la tecnologia al primo posto. Solo così e con questa disposizione mentale, tutte le aziende e le organizzazioni potranno sfruttare appieno le possibilità digitali che riserva il futuro.

Scarica l’infografica “People Strategy 4.0”
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Cosa c’è da imparare: la tecnologia ha il potere di migliorare notevolmente molti processi aziendali, ma bisogna sempre tenere presente che dietro alla trasformazione digitale ci sono le persone. Per questo motivo, anziché limitarsi ad investire nei più recenti strumenti digitali, è necessario investire anche nella formazione e nell’orientamento delle competenze necessarie. La tecnoclogia è efficace solo se l’utente sa indirizzarla.

Machine Learning e AI

Per quanto riguarda il machine learning e l’intelligenza artificiale (AI), molte persone temono che l’automazione diventerà la prassi e che i posti di lavoro saranno completamente rimpiazzati. Quello che invece possiamo imparare dal successo dell’Asia è che le aziende dovrebbero essere più concentrate nell’incoraggiare i loro dipendenti a sfruttare la tecnologia il più possibile. Secondo Thomas Jenewin di SAP, ” solo il 5% del lavoro potrà essere totalmente automatizzato, lasciando il 95% in mano a coloro che saranno in grado di stare al passo con i cambiamenti portati dalla tecnologia.” Piuttosto che temere un futuro automatizzato, le aziende in Asia stanno raccogliendo i benefici che l’AI può portare immaginando un modello di impresa diverso, in grado di investire sia nella formazione delle competenze digitali sia nell’apprendimento delle macchine per migliorare i risultati globali.

Per esempio, il 365mc Hospital in Corea del Sud utilizza il machine learning e i relativi dati per guidare i medici attraverso specifiche operazioni chirurgiche. Le competenze e l’esperienza del chirurgo unite alla maggiore precisione dell’AI consentono all’ospedale di superare i confini dell’eccellenza in campo medico.

Cosa c’è da imparare: avere la mente aperta a possibilità digitali uniche e utilizzare le macchine per aumentare il capitale umano è la chiave del successo. Invece di sostituire i posti di lavoro svolti dall’uomo, l’AI ha il potenziale per migliorare le prestazioni (e aumentare le entrate) in settori altamente tecnici e contribuire ad affinare le capacità umane a livelli, fino ad oggi, inimmaginabili.

L&D e trasformazione digitale

Per far sì che la trasformazione digitale funzioni, è necessario basarsi su tre principi:

  • i Business Leader devono scegliere un futuro incentrato sulla tecnologia digitale
    ● la formazione sulle competenze digitali deve essere parte integrante della strategia corporate
    ● le organizzazioni devono lavorare con l’intelligenza artificiale e il machine learning, senza mai abbandonare un approccio user centric.

Gli esseri umani rimarranno al centro della trasformazione digitale e, pertanto, le strategie aziendali incentrate sulla tecnologia devono necessariamente porre l’accento sul capitale umano e sulla formazione. Così come i Paesi dell’Asia Pacifica danno la priorità alla formazione delle competenze digitali, i leader delle organizzazioni di tutto il mondo (in particolare quelli dei settori HR e L&D) devono investire nella formazione dei propri dipendenti in modo da renderli capaci di utilizzare le nuove tecnologie. Il mondo è già sulla buona strada per un futuro al digitale: come i leader identificati da Microsoft, le aziende che sono disposte a cambiare dall’interno trarranno benefici da un futuro più brillante e da una maggiore crescita dei guadagni.

In che modo la trasformazione digitale sta cambiando il panorama del settore L&D? Scarica il nostro white paper Think User Centric.

Scarica l’infografica “il gap di competenze nel settore L&D”

Autore:

Jörg is Co-Founder and CEO of Speexx, the world’s leading online language learning and business communication skills training service. He writes and occasionally speaks about technology and its impact on learning and digital transformation. Follow Jörg on LinkedIn.