5 libri per chi si occupa di Risorse Umane

L’estate, si sa, è il periodo in cui legge di più o si pensa di poterlo fare. E questo vale anche per chi si occupa di Risorse Umane. Ma quali libri usciti quest’anno, ma anche negli anni passati, vale la pena portare in vacanza?

Ecco una nostra selezione di testi che non trattano solo il tema del lavoro e delle persone tout court, ma vogliono essere una fonte di ispirazione nonché di riflessione per chi fa questo lavoro tutto l’anno.

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Startupper in azienda di Roberto Battaglia

Non potevamo che iniziare con un libro scritto da chi si occupa di Risorse Umane, ossia Roberto Battaglia, responsabile della Direzione del Personale della Divisione IMI Corporate & Investment Banking Intesa Sanpaolo.

Si intitola “Startupper in azienda”, ha come sottotitolo “Liberare il potere nascosto delle organizzazioni” e, come si può intuire, parte da un presupposto poco esplorato: il fatto che anche nelle aziende ci possano essere persone che hanno mentalità diverse da quelle “classiche” dei dipendenti, quasi da startupper.

Sono i cosiddetti “irrequieti aziendali”, quei talenti che, se non vengono capiti, rischiano di essere allontanati, ma che, se vengono compresi e ascoltati, possono condividere guizzi e capacità inespresse tali da migliorare ogni organizzazione. Battaglia, nel libro edito da Egea, li chiama intrapreneur e li definisce una figura intermedia, un anello di congiunzione, tra i manager e gli imprenditori, necessari alle organizzazioni per evitare di essere “ingessate” e perfetti per andare sempre oltre e cogliere, ancor prima che si verifichino, i segnali del cambiamento.

Gli startupper d’azienda hanno tra le loro doti la curiosità, la serendipity, la proattività, l’ambizione, la contaminazione, l’empatia e tanto altro.

Un libro dunque consigliato per quegli HR che vogliono (ri)conoscere queste figure e potersi confrontare anche con punti di vista diversi: nel testo ci sono infatti contributi di artisti, chef e tanto altro. Inoltre, è possibile leggerlo scegliendo tra 3 percorsi su misura: #sapere, #fare, #essere.

Il lavoro che c’è di Luca Maniscalco

Questo testo uscito nel febbraio 2022 ed edito da Dario Flaccovio parte da un presupposto forte eppure importante. Si intitola infatti “Il lavoro che c’è” e ha come sottotitolo “Jobs on the rise”. A scriverlo è Luca Maniscalco, responsabile marketing e comunicazione fondazione UNIMI (Università Statale di Milano) e digital expert, che, con l’aiuto di 25 esperti in settori diversi, racconta le professioni, in particolare del mondo digitale, di questi anni 20 del Duemila e del prossimo futuro.

Un testo corale che inizia con una riflessione sul contesto odierno e sul ruolo sempre più cruciale che hanno le Risorse Umane oggi e che è allo stesso tempo una guida su skill e tematiche legate in particolare al mondo del lavoro digitale. Si spazia infatti dallo UX design agli algoritmi di machine learning, dalla marketing automation al personal branding passando per social media, fundraising e nuove forme di public relation.

Lo consigliamo perché aiuta chi si occupa di HR a capire meglio le professioni di oggi e può essere un ottimo supporto sia nella fase di ricerca del personale che anche in quella delicata dell’onboarding.

ragazza che presenta alla lavagna

Agile Marketing di Deborah Ghisolfi e e Lorena Ignazzi

Si parla tanto di Agile, ma cos’è in realtà e come aiuta le aziende a gestire il cambiamento nel quale si trovano e ci troviamo? E qual è la differenza tra l’essere Agile e il fare Agile? A questa e tante altre domande rispondono Deborah Ghisolfi e Lorena Ignazzi nel libro pubblicato da Maggioli dal titolo: “Agile marketing – La chiave per la Digital Transformation e la crescita del business”. Un testo ricco di consigli pratici, riflessioni e case history di aziende che hanno applicato la metodologia Agile.

Consigliato per chi si occupa di Risorse Umane perché si parla del ruolo dell’Agile per l’employer branding e la talent acquisition oltre che si riflette su quanto la funzione HR oggi sia strategica. Così come per capire quali sono le fondamentali differenze tra il marketing tradizionale e l’Agile marketing.

#Contaminati di Giulio Xhaet

Non è un libro uscito di recente, ma non per questo è meno valido. Si intitola #Contaminati  e ha un titolo che si può leggere sia con l’accento sulla prima “a” quindi come un participio passato che con l’accento sulla seconda “a” che equivale a un imperativo categorico. Edito da Hoepli e scritto da Giulio Xhaet ve lo consigliamo perché si parla dell’importanza di muoversi tra discipline, saperi e culture diverse. Capacità che sta diventando sempre più importante, per non dire cruciale.

La contaminazione è infatti auspicabile in ogni settore e per ogni ruolo e chi la attua è una persona adatta ad affrontare le innumerevoli sfide di un contesto in continuo cambiamento. I contaminati sono infatti persone che sanno spingersi in posti insperati, vanno a caccia di connessioni inaspettate e fanno della parola ibrido, così tanto di moda, il leit motiv del loro percorso professionale.

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