I contesti aziendali oggi sono più complessi e interconnessi rispetto al passato ed è per questo che non basta “mettere insieme un team”, integrando persone con competenze e personalità diverse, per essere certi che la squadra raggiunga gli obiettivi.
Conta molto l’intelligenza culturale: una competenza trasversale che aiuta a leggere le differenze, trasformarle in collaborazione e aumentare performance, engagement e inclusione.
Di questo, e di molto altro, si è parlato nel webinar gratuito organizzato da Speexx dal titolo “Team efficaci in contesti complessi. Sicurezza psicologica, intelligenza culturale e coaching come fattori abilitanti”, che si è tenuto il 12 febbraio 2026.

A guidarlo, la mentor coach e supervisor Francesca Garofalo, esperta di intelligenza culturale, insieme a Claudio Cattaneo, Senior Learning and Development Advisor di Speexx.
In questo articolo ripercorriamo i punti salienti, sia per chi ha partecipato e vuole mettere in pratica gli spunti emersi, sia per chi non è riuscito a collegarsi.

Sommario:

I team non sono “una scatola”, ma un sistema che si muove

Uno dei punti di partenza della live è stato il cambio di paradigma che riguarda i team: da strutture stabili e gerarchiche, nonché fortemente organizzate, sono passati a essere più spesso cross-funzionali, temporanei e distribuiti. Cambiano gli ingredienti, cambiano i vincoli, cambiano le relazioni.

Quando il contesto accelera, quindi, non basta sommare competenze tecniche, serve, piuttosto, capire come le persone prendono decisioni, gestiscono tensioni e costruiscono fiducia mentre lavorano, magari anche a distanza. Collaborazione, interdipendenze, trasparenza e capacità di gestire costruttivamente i conflitti sono, peraltro, aspetti che chi ha partecipato al webinar ha individuato come basilari insieme a un’idea che è tornata più volte: all’interno di una squadra è fondamentale “saper litigare”. Il che non consiste certo nell’alzare i toni, ma nell’attraversare i conflitti in modo produttivo anziché evitarli del tutto.

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Webinar Replay Team efficaci in contesti complessi

In questo webinar gratuito scoprirai come sviluppare l’intelligenza culturale (CQ) per trasformare le differenze culturali in inclusione, collaborazione e performance nei tuoi team HR.

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Diversità e innovazione nei team: perché l’eccellenza nasce dal “come”

Ricollegandosi a quanto emerso dagli interventi dei partecipanti, Francesca Garofalo ha ricordato un punto fondamentale: non bisogna cercare di omologare le persone all’interno dei team. Le differenze sono una risorsa, purché si sappia come valorizzarle.

Nei contesti complessi, infatti, la diversità di prospettive e approcci può diventare un vantaggio competitivo, a patto che ci siano alcune condizioni minime come l’avere obiettivi chiari, tenere una comunicazione aperta, accrescere la fiducia reciproca e portare avantiuna leadership che sappia essere anche distribuita, lasciando spazio alle competenze giuste nel momento giusto.

L’eccellenza di un team, pertanto, non dipende solo da “chi” compone la squadra, ma da “come” la squadra lavora insieme.

Sicurezza psicologica: un vero e proprio abilitatore trasversale

All’interno dei team conta molto la sicurezza psicologica che Garofalo, durante il webinar, ha descritto come un vero e proprio abilitatore trasversale: la possibilità di sentirsi al sicuro nel fare domande, portare dubbi e condividere un’idea non allineata a quella altrui.

La sicurezza psicologica, in un team, si traduce anche nella possibilità di imparare dai propri errori senza vivere il timore di conseguenze negative. Ed è ciò che rende possibile il conflitto costruttivo: quello che alza la qualità delle decisioni invece di spezzare le relazioni.

Non è però, come spesso si crede, solo responsabilità dei membri del team, richiede, infatti,  un impegno attivo da parte di manager e leader, che devono a loro volta operare in un contesto di sicurezza psicologica e lavorare per costruirla nei loro team.

In tutto ciò, un ruolo importante lo gioca il business coaching, sia attraverso percorsi individuali sia di team perché aiuta a trasformare principi come ascolto, feedback e gestione del conflitto in comportamenti praticati con continuità.

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Strumenti pratici per sviluppare l’intelligenza culturale nei team

Tanti gli spunti operativi che ci sono stati nel webinar per alternare la teoria alla messa in pratica di alcuni concetti. Tra questi,  l’esercizio sull’orientamento al tempo, utile per mettere a fuoco come approcci più “breve termine” e più “lungo termine” possano coesistere nello stesso team.

Il messaggio che è emerso è che la differenza non va eliminata, ma resa leggibile e governabile. Se un team riesce a esplicitare aspettative, criteri decisionali e linguaggi, anche approcci molto diversi possono diventare complementari.

In questo percorso, coaching e formazione possono supportare sia i singoli sia i gruppi, perché offrono uno spazio strutturato per lavorare su inclusione, comunicazione e gestione dei conflitti in modo continuativo e non episodico.

L’intelligenza culturale è un vero e proprio investimento strategico

Il webinar si è concluso con una riflessione collettiva da parte dei partecipanti, che hanno condiviso le parole chiave portate a casa dall’incontro. Consapevolezza, riflessione, prospettive, attenzione e sicurezza psicologica sono stati tra i temi più ricorrenti.

Le principali conclusioni emerse dal webinar sono:

  • i team sono diventati centrali perché la complessità organizzativa lo richiede;
  • il loro funzionamento è cambiato: meno controllo, più coordinamento, leadership più diffusa e partecipativa;
  • sempre più team sono distribuiti – la domanda non è se, ma quanto saremo capaci di lavorare efficacemente in questa modalità;
  • l’intelligenza culturale e le soft skills facilitano l’efficacia dei team e attivano la sicurezza psicologica;
  • la sicurezza psicologica facilita processi di apprendimento e innovazione

Come emerso più volte durante l’incontro online, l’intelligenza culturale non è una competenza “nice to have”, ma, al giorno d’oggi, una necessità strategica per le organizzazioni che operano in mercati globali e con team sempre più diversificati. E, come ha sottolineato Garofalo, richiede allenamento costante, riflessione continua e, soprattutto, la volontà di mettersi in discussione.

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