Le prossime grandi sfide del mondo del lavoro

Consapevoli dei cambiamenti epocali e veloci che si stanno verificando sul posto di lavoro negli ultimi anni, soprattutto grazie allo sviluppo della tecnologia, ogni manager o leader aziendale che si rispetti guarderà con ansia alla prossime grandi sfide.

Silvia Leal, direttrice dei programmi ICT presso la IE Business School e docente di Tecnologie e sistemi informatici, ritiene che, se i leader aziendali vogliono evitare di essere spazzati via dallo tsunami digitale dei nostri giorni, devono mettersi alla guida del processo di trasformazione della loro organizzazione.

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Sono in atto cambiamenti epocali che non possono essere ignorati, sostiene Silvia Leal. A sostegno della sua affermazione, cita:

La giusta (in)formazione

Ecco il consiglio di Silvia Leal alle aziende:

  • Siate curiosi su ciò che riguarda le nuove tecnologie. Non è necessario diventare dei tecnici esperti, ma dovete sapere cosa c’è là fuori e come farlo funzionare a vostro vantaggio.
  • Aderire quanto prima a programmi di formazione adeguati. È importante che i leader comprendano in che modo gli sviluppi tecnologici, come “big data”, l’intelligenza artificiale (AI) e la “blockchain” trasformeranno i modelli di business.
  • Considerare idee provenienti (anche) da fonti inattese.  Preparatevi a lavorare con partner insoliti. Ciò significa che i dirigenti devono abbracciare pienamente la diversità e il lavoro di squadra. Ad esempio, un precursore di Internet of Things (Internet delle cose) , Mark D. Weiser nel suo articolo “ The Computer for the 21st Century” ha predetto che i computer si integreranno a tal punto che diventeranno invisibili. A sua volta, Weiser era stato ispirato da “Ubik”, un romanzo del 1969 di Philip K. Dick che anticipava lo sviluppo della stampa di organi. La tecnologia immaginata è andata ben oltre la fantascienza. Oggi, vi lavorano 300.000 professionisti in tutto il mondo e si prevede che questa cifra aumenterà di quindici volte entro il 2020.

Da dove cominciare?

Un buon punto di partenza per individuare e capire le nuove tecnologie può essere il recente report della società di consulenza globale Deloitte, “The Fourth Industrial Revolution is here – are you ready?” (La quarta rivoluzione industriale è arrivata. Siete pronti? N.d.T.). Questo rapporto descrive alcune delle principali sfide pratiche che le organizzazioni potrebbero dover affrontare nei prossimi anni.

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Il rapporto è il risultato di un sondaggio globale condotto su circa 1.600 figure dell’alta dirigenza. Il messaggio chiave che emerge è la loro mancanza di preparazione per il futuro, o per “industria 4.0” come viene chiamata.

Il rapporto rivela che i dirigenti sono consapevoli della portata dei cambiamenti preannunciati dall’intelligenza artificiale, da Internet of Things, blockchain e altre tecnologie che fanno parte dell’industria 4.0. Pur essendo ottimisti riguardo alle potenzialità di queste tecnologie, non sanno come affrontare le sfide che presenteranno.

Circa l’87% dei dirigenti si è detto convinto che l’industria 4.0 avrebbe portato a “maggiore eguaglianza e stabilità sociale ed economica”, ma solo il 14% è sicuro che la propria organizzazione sia pronta a sfruttare al meglio le opportunità offerta dalle tecnologie.

Solo un quarto degli intervistati si è mostrato molto fiducioso di poter contare sulle persone e sulle competenze giuste per affrontare il futuro. Tuttavia, solo il 17% di loro ha affermato che talento e risorse umane sono una priorità, anche se l’86% ha dichiarato di fare tutto il possibile per creare una forza lavoro più preparata.

Secondo Stefan Stern, professore di pratica manageriale presso la Cass Business School ed ex editorialista del Financial Times, “Il rapporto Deloitte risuona come una dissonanza cognitiva o, nel migliore dei casi, un caso di confusione. Apparentemente, l’abbaglio della nuova tecnologia è in grado di oscurare la visione degli imprenditori”.

Priorità a misura d’uomo

In un articolo scritto per la FT | IE Business School Corporate Learning Alliance, Stern afferma: “Mentre scendono dalla cima della montagna, gli uomini d’affari non devono perdere di vista le priorità a misura d’uomo che sono alla base del successo aziendale. Secondo Brian Householder, presidente e chief operating officer di IT, Hitachi Vantara, essi implicano ‘essenzialmente capacità umane durature quali la supervisione, la creatività e l’intelligenza emotiva’ “.

Stern chiede: “Gli intervistati che hanno risposto al sondaggio parlano di utilizzare nuove tecnologie per sviluppare nuovi modelli di business, ma i manager sono sicuri di aver individuato quali sono le esigenze non soddisfatte dei clienti? O stanno solo giocando con un nuovo e intrigante kit?

La nuova tecnologia da sola non può creare magicamente modelli di business percorribili.”

Realtà Umane

Secondo Stern, se i leader aziendali devono sfruttare al meglio le opportunità, devono concentrarsi su cinque realtà umane concrete:

  • Il cliente. Se le nuove piattaforme tecnologiche non semplificano né velocizzano le attività che servono per i tuoi clienti, perché le stai sviluppando?
  • Non dimenticare il fattore umano. Le nuove tecnologie possono sostenere e migliorare ciò che le persone fanno, ma non possono sostituire del tutto il bisogno di contatto umano.
  • Crea stabilità nonostante il cambiamento. Le visioni futuristiche possono entusiasmare i leader, ma disorientare i collaboratori.
  • Sviluppa “abilità di navigazione”. Nel bel mezzo del cambiamento, servono discernimento e giudizio per rimanere concentrati sul proprio scopo principale.
  • Sii aperto e curioso di conoscere la nuova tecnologia. Utilizza la nuova tecnologia per i tuoi scopi pratici, ma non essere ingenuo. Non tutte le promesse dei venditori di IT possono essere mantenute.

Per maggiori approfondimenti sulla FT | IE Corporate Learning Alliance, visita il sito http://www.ftiecla.com/our-insights/

Autore:

For over 20 years, Bob Little has specialized in writing about and commentating on, corporate learning – especially e-learning – and technology-related subjects. His work has been published in the UK, Continental Europe, the USA, South America and Australia. You can contact Bob via bob.little@boblittlepr.com or visit his blog.