I proverbi, i detti e i modi di dire non sono solo un modo simpatico per esprimersi ma rispecchiano molto la cultura del paese di appartenenza. In un’altra lingua o contesto culturale spesso cambiano del tutto significato e a volte non riusciamo proprio a trovare quel modo di dire che abbiamo in mente (nella nostra lingua di appartenenza). Considerando che i modi di dire nascono in uno specifico contesto culturale, è logico che, senza la cultura di riferimento, perdano molta della loro grinta linguistica e culturale. Anche se al giorno d’oggi siamo molto informati sulle diverse culture, la finezza della lingua e i detti nati nell’antichità possono creano ancora qualche incomprensione nei nostri dialoghi.

Vengo dal Belgio, siamo un popolo preciso e normalmente molto affidabile, ci atteniamo alle regole come se non ci fosse un domani! Mi sono trasferita in Italia, popolo di creativi, sicuramente più flessibili e meno rigidi di noi. Nonostante i miei 10 anni di esperienza con la lingua e la cultura italiana, mi capita ancora di pensare a dei modi di dire in fiammingo che proprio non possono essere tradotti in italiano in quanto sono molto legati al contesto culturale del mio paese, il Belgio. Mi succede sempre di meno, perché vivendo in Italia da tanto, qualche usanza belga è stata dimenticata e la cultura italiana è sempre di più quella di riferimento.

Ho raccolto per voi alcuni modi di dire ‘work related’ nella mia lingua d’origine, detti che abbiamo analizzato con grande curiosità in ufficio.
Nood breekt wet” (traduzione letterale: l’emergenza rompe la legge), un detto molto popolare dalle mie parti che giustifica un comportamento non standard fuori dalle regole in quanto ci si trova in una situazione di emergenza. In Italia un detto simile perderebbe velocemente la sua credibilità in quanto un comportamento non conforme alle regole viene “accettato” di più rispetto a quanto succede in Belgio.

E cose ne pensate di questo: “met kunst en vliegwerk” . Nasce nel rinascimento in ambito teatrale e indica un metodo non comune e non standard usato per arrivare al risultato: letteralmente significa “con lavori volanti e arte” e si riferisce ai primi metodi di spostare le scenografie teatrali tramite carrucole e corde, un metodo all’epoca nuovo, forse pericoloso e all’avanguardia, guardato quindi non subito di buon occhio. Ha una leggera connotazione negativa, a volte in contrasto con la culturale italiana, che ha come punto di forza la capacità di trovare metodi alternativi pur di arrivare al risultato (come dite? Il fine giustifica i mezzi? 😉 ).

Giusti o sbagliati, dipende da come li interpreti…perché i proverbi, modo di dire o detti nascono in un contesto culturale e necessitano del relativo punto di vista per comprenderlo appieno. Anche se a volte basta ascoltare il suono colorato delle parole e l’intonazione usata per carpirne il significato reale.

 

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