Perchè l’Employer Branding è così importante?

Ne parlano tutti. In molti credono di attuare questo tipo di strategia aziendale.
Ma di cosa si tratta? A cosa ci riferiamo quando parliamo di Employer Branding? Perché è così importante che le organizzazioni si orientino verso la cura del brand, considerando questo settore di importanza pari ad una scelta di business?
Partiamo dalla definizione: “L’employer branding si riferisce alla reputazione che un’azienda si costruisce come datore di lavoro (employer). Con l’employer branding l’impresa definisce, ma soprattutto comunica, ai potenziali prossimi collaboratori, quali siano le caratteristiche che rendono unico e peculiare quel posto di lavoro ed ha lo scopo di acquisire i candidati di maggior talento, sottraendoli alla concorrenza, e fidelizzare quelli già acquisiti.”

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Ad oggi, con la collaborazione e il sostegno dei social network e di tutte le nuove forme di comunicazione, è indubbio che il valore di un’azienda, i suoi ideali, le iniziative interne, l’etica, sono tutti argomenti in vetrina e rappresentano proprio il modo in cui un’organizzazione decide di presentarsi al mondo, aprendo le porte della propria casa. Anni addietro, la cultura del brand era quasi esclusivamente delegata al passaparola di chi faceva parte dell’organizzazione e, per i più fortunati, era rappresentata da un prodotto. Oggi la voce dell’azienda, la sua promozione e le sue strategie, sono alla portata di tutti: è questo il motivo per il quale una politica di employer branding deve essere controllata e non improvvisata, senza chiaramente perdere di freschezza e trasparenza.
Molte aziende di successo sono uscite dal mercato perché non sono state in grado di cambiare insieme ai tempi. Una buona azienda fa pubblicità a sé stessa 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana: comunica attivamente i suoi valori, i suoi traguardi e la sua personalità in un modo facilmente visibile per i potenziali candidati e per i suoi dipendenti.
Non se ne può fare a meno e non si può rimandare anche perché, basta guardarsi attorno, per rendersi conto del fatto che siamo circondati da esempi di chi sta facendo questo percorso davvero bene ed ottiene come risultato la desiderabilità sociale e la possibilità di scegliere i talenti migliori.
Esiste una ricetta per attuare una perfetta strategia di employer branding?

Innanzitutto, è bene ricordarsi che tutto quello che si stabilisce nelle organizzazioni viene attuato per merito delle persone. Se si decide di mettere in atto una strategia vera e reale, bisogna necessariamente occuparsi delle persone che fanno parte della squadra, cominciando dal momento del recruiting e continuando durante tutta la fase di permanenza in azienda di un collaboratore.
E’ necessario fare in modo che le persone siano sempre appagate e contente, dando loro la certezza di essere elementi davvero preziosi per i team di riferimento, lavorando sul senso di appartenenza e rendendo il luogo in cui si passa la maggior parte del tempo della vita, il più bel posto in cui lavorare.
Con queste premesse, chi appartiene alla nostra organizzazione, sarà il nostro primo e vero ambasciatore, a dispetto della migliore campagna di marketing pubblicitario e con un ritorno duraturo nel tempo.

Le persone se opportunamente valorizzate, saranno parte del processo di employer branding durante e dopo l’orario di lavoro, consapevoli di “essere l’azienda”, sentendosi coinvolti e incarnati nella mission e nella vision dell’organizzazione, avendo ben chiari gli obiettivi verso cui tendere, faranno parte di un meccanismo che crea innovazione e che conferma e attesta la competitività che ha l’azienda sul mercato di riferimento.

Uno dei modi per raccontare al mondo cosa è l’organizzazione, è mostrare i “frutti delle fatiche e del lavoro dell’uomo”: le storie delle persone raccontate dal di dentro, saranno vere, sincere ed esperienziali, con contenuti condivisi utili, credibili e che viaggeranno di pari passo con gli obiettivi dell’azienda con i valori delle persone. Non si racconterà solo cosa si vende e come lo si vende, ma perché lo si fa, con chi lo si fa, dove e cosa spinge a farlo.

Le politiche di Employer Branding devono essere adottate come ottica di progresso e non di tattica e chi è coinvolto, deve poter percepire indipendentemente dal ruolo, quanto la propria opera rappresenti un tassello indispensabile per la crescita comune. Un’impresa innovativa si guarda da più parti, ascolta i punti di vista delle diverse divisioni (HR, Marketing, Comunicazione, Business Development) avendo cura di supportare le umane risorse attraverso metodologie e strumenti pensati ad hoc, in ognuna delle fasi dell’esperienza professionale, con lo scopo di fidelizzare il rapporto di lavoro.

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I processi di recruiting sono quelli più direttamente coinvolti dal ripensamento delle attività per una divisione HR al lavoro per la promozione di una cultura dell’Employer Branding. I recruiter devono diventare attivatori di conversazioni, ingaggiatori del personale, esperti di marketing e PR, propagatori di contenuti. Queste mutate competenze fanno emergere la necessità di una nuova figura professionale, il social recruiter appunto, che attua campagne di attraction con un prevalente focus sull’utilizzo dei canali social e gestisce il candidato non solo durante il processo di selezione ma anche dopo, attivando una vera e propria relazione, prevedendo modalità di feedback in grado di far percepire il momento della selezione come un’esperienza di apprendimento e non, come spesso accade, del tempo speso nella speranza di ricevere un riscontro. In questo modo il candidato, aldilà dell’esito, porterà con se un ricordo positivo dell’esperienza di selezione e probabilmente condividerà ciò che l’azienda gli avrà regalato per la sua crescita professionale, collaborando nel far crescere un’immagine positiva dell’organizzazione.

La logica è evolutiva e sperimentale, l’approccio quello di un ricercatore che continua a cercare di comprendere ogni giorno il mondo nel quale opera. Serve un ambizioso piano di cambiamento e formazione che inizi a modificare i percorsi, le logiche e i processi con i quali costruiamo la leadership delle nostre organizzazioni. In questo modo, evolvendo insieme ai processi che cambiano, lavoreremo per la creazione di un ambiente competitivo e daremo all’impresa un senso che vada oltre il raggiungimento del profitto.
Questa la vera e propria cultura aziendale. Questo il senso più profondo dell’Employer Branding.

Autore:

Barese di nascita, romana per adozione e per scelta, Digital HR, esperta di Employer Branding e Founder di #GalateoLinkedIn, è laureata in Scienze dell’Educazione con Master in Direzione del Personale.
Si occupa di “Gestione Umana delle Risorse” e opera sul territorio nazionale in tutti i contesti che sappiano apprezzare l’innovazione e riconoscano la differenza tra svolgere un lavoro e farlo con passione e con il cuore “pulsante”
Parole d’ordine: con, per, insieme.
Immagine metaforica di riferimento: le umane risorse come un’orchestra.
Hobbies: cantante e runner convinta.