Recruiting e pari opportunità: lo fai nel modo giusto?

Quanto è variegata la forza lavoro in azienda? Con quale grado di serietà il dipartimento HR affronta il tema delle pari opportunità nel processo di assunzione? A tutti i candidati sono date le stesse opportunità di avanzamento di carriera? Tante aziende corrono il rischio di lasciarsi scappare i benefici legati all’integrazione, poiché non danno priorità all’uguaglianza sul luogo di lavoro.

A livello globale, il numero di donne con ruoli dirigenziali è in lento aumento, ma al ritmo attuale non raggiungeremo davvero la parità fino al 2060. Nel 2016, le donne detenevano a livello globale il 24% dei ruoli dirigenziali, che costituisce un aumento di appena il 3% dal 2011. Questo significa che, a meno che le aziende non facciano la loro parte nell’assumere personale in modo paritario, ci vorranno decenni prima di vedere un’equa rappresentanza di genere.

La tua azienda può contribuire a raggiungere l’uguaglianza e i benefici che ne derivano. L’attuazione di pratiche di assunzione eque va di pari passo all’aumento dei profitti. La creazione di opportunità di leadership per tutti i dipendenti, a prescindere dalla loro cultura o genere, è legata ad un maggiore successo nel business per svariati motivi. Prendiamone in esame alcuni.

Ingresso nei mercati internazionali

Un team aperto, variegato e sensibile alle differenze culturali apre molte porte che conducono a nuove relazioni con partner internazionali. Secondo uno studio di Forbes, la diversità sul luogo di lavoro facilita l’ingresso nei mercati stranieri, in particolare laddove si estenda alle posizioni dirigenziali. Inoltre, offrire ai dipendenti la possibilità di lavorare a livello internazionale può attirare quel genere di personale vivace e ambizioso che fa crescere le aziende e dona loro una reputazione straordinaria. I migliori dipendenti adorano le sfide ed è possibile “trattenerli” solo concedendogli l’opportunità di uscire dalla comfort zone.

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Incentivare l’apprendimento

Un ambiente di lavoro aperto implica che i vari soggetti abbiano più probabilità di apprendere gli uni dagli altri:

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ciò consente ai membri del team di ottenere nuove capacità e competenze. Questo porta alla creazione di team più completi e talentuosi. Tale assunto è particolarmente vero laddove generazioni diverse si trovino a lavorare fianco a fianco. I “millennial”, ferrati nelle nuove tecnologie, possono introdurre nuovi metodi  e fare da mentor alle generazioni precedenti; così i “baby boomer” possono formare gli altri colleghi. Le donne possiedono sovente skill tali da portare ad una migliore comunicazione e ad un incremento della sensibilità necessaria per l’insegnamento. I membri del team appartenenti ad altre culture introducono nuovi approcci e nuove idee all’interno dei vari gruppi.

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Creatività e condivisione delle idee

Una forza lavoro imperniata sull’uguaglianza fa sì che i dipendenti si sentano più sicuri nel condividere nuove idee e nel farsi conoscere. Uno studio condotto dalla rivista Harvard Business Review ha rivelato che gli ambienti multiculturali consentono ai dipendenti di essere se stessi e “portare al lavoro la propria identità”, oltre alle loro migliori idee e strategie di problem solving. All’interno di un ambiente in cui regna la sicurezza psicologica, la creatività e la fiducia nascono nuove idee.

Attirare il meglio

Due terzi dei soggetti intervistati in un sondaggio condotto da Glassdoor hanno affermato di ritenere importante la diversità nelle fasi di valutazione e offerta di lavoro. Anzi, il livello di diversità potrebbe essere il primo aspetto ad essere considerato dai candidati durante un colloquio. Le aziende che desiderano attirare un’ampia varietà di candidati con molteplici competenze dovranno andare oltre le vecchie pratiche di recruiting, che servivano per assumere soltanto individui simili, per aspetto e vedute, a quelli già presenti in ufficio. Il talento è un aspetto vitale per i risultati aziendali; una forza lavoro variegata aiuterà ad attirare i candidati migliori.

Risultati delle pari opportunità

Numerose aziende hanno posto le pari opportunità nelle assunzioni in cima alla lista delle politiche aziendali, cogliendone i frutti. In base ad uno studio che valutava la diversità tra le aziende presenti nell’indice S&P 100, Citigroup, Merck e Coca Cola hanno ottenuto i punteggi migliori in termini di integrazione ed equità. Un’analisi svolta da McKinsey ha rilevato che le aziende nel primo quartile per diversità di genere o diversità etnico-razziale hanno una probabilità maggiore del 35% di ottenere profitti finanziari rispetto alla media nei rispettivi settori a livello nazionale, mentre le aziende nel primo quartile per la sola diversità di genere hanno una probabilità superiore del 15%. In aggiunta ai benefici finanziari, le stesse aziende sono altresì riconosciute sul piano morale per la loro implementazione di pratiche di integrazione e responsabilità sociale.

Noi di Speexx siamo fieri della nostra workforce variegata: il nostro team include soggetti di oltre 25 nazionalità diverse e parliamo in tutto oltre 28 lingue. Più della metà dei nostri dipendenti sono donne, inclusi alcuni dei nostri dirigenti e manager.

L’autore e miliardario “self-made” Morton L. Mandel ha rivelato alla rivista Fast Company che una delle chiavi del successo consiste nel dare un’opportunità a chiunque potrebbe non averne mai avuta una prima d’ora. Egli ha affermato che non bisogna mai scendere a compromessi in termini di intelligenza, valori, passioni o forte etica del lavoro, ma che si può fare un’eccezione per quanto riguarda l’esperienza. Concentratevi sul fornire una tale esperienza a chiunque si candidi per entrare nella vostra azienda, a prescindere dall’etnia o dal genere: i risultati parleranno da soli.

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2017-07-18T12:38:51+00:00

Autore:

Oliver Albrecht inizia la sua collaborazione con Speexx nel 2003 come Country Manager della filiale italiana dell'azienda. Viene successivamente nominato Head of Business Development e nel 2008 cura la start-up della sussidiaria spagnola a Madrid. Nel febbraio 2012 assume inoltre la carica di Vice Presidente del Gruppo, con diretta responsabilità nello sviluppo commerciale in Russia e America Latina. Ad inizio 2013 Speexx inaugura la sede a San Paolo in Brasile. Prima dell'avventura in Speexx ha maturato esperienze professionali nel settore International Marketing & Sales del brand Nivea (Beiersdorf AG), è stato Partner di Commercial Consult e Amministratore Delegato di Canbox Italia. Oliver Albrecht si è laureato in Economia e Commercio Internazionale presso la European Business School di Oestrich-Winkel (Germania) e parla correntemente italiano, inglese, spagnolo, francese e la sua lingua madre, il tedesco.