L’inserimento in azienda: la formazione aiuta!

Il processo di inserimento in azienda è un momento molto delicato che tutti noi abbiamo vissuto in prima persona: sono giorni stressanti, fatti di tante nuove nozioni, formazione, nuove relazioni, pressioni che arrivano dall’esterno ed anche da noi stessi.

Può la formazione diventare un mezzo per avere un buon inserimento in azienda e per trattenere i talenti?

Noi ti rispondiamo di sì, perché lo vediamo ogni giorno con i nostri clienti.

Ognuno di noi ha obiettivi personali, cognitivi e strumentali quando ci si trova ad affrontare un inserimento per il nuovo posto di lavoro: sono tante le ricerche che indicano come uno dei reali motivi per cui i dipendenti abbandonano le aziende è l’impossibilità di ricevere formazione continua. La staticità e l’impossibilità di crescere sono due chiari indicatori. Per questo motivo accogliere nuovi dipendenti avendo chiara una strategia di formazione cross level può aiutare molto.

Entrare a far parte di una nuova azienda implica momenti non semplici: in inglese di definisce “Onboarding Process” ed ogni volta che sento questa parola l’immagine che mi viene in mente è proprio quella di una nave. “All on board!” non solo in senso figurato, in senso reale.

Si sale a bordo di un micromondo, quello aziendale, dove passiamo gran parte delle nostre giornate, dove si stringono relazioni, dove il “Capitano” deve necessariamente preparare un ambiente di lavoro che sia il più agevole possibile per il nuovo equipaggio. Vorremo evitare ammutinamenti (addio talenti!) oppure a causa di personale non qualificato situazioni ben più gravi (calando in fretta e furia le scialuppe di salvataggio).

Abbandonando ora le metafore nautiche, resta comunque sempre chiaro che nel mondo delle risorse umane l’istituzione di un processo di inserimento che sia agevole e proficuo per il neo assunto ha un ruolo fondamentale. Certamente i punti da tenere a mente per l’azienda quando costruisce un processo di inserimento sono molti (tempo, budget, ruolo dell’utente, provider, solo per citarne alcuni) ma tutte le ultime teorie sulla Employee Retention suggeriscono di investire sin da subito per trattenere i talenti, soprattutto in un momento storico come quello attuale.

Quali possono essere i punti su cui andare ad investire? Io ne ho scelti 5, ma l’elenco è molto più lungo.

FARE ENGAGEMENT

Sei arrivato in azienda, hai già tantissime nozioni da inculcarti nella mente, sei solo all’inizio, magari non hai tanta esperienza lavorativa precedente, oppure ne hai cosi tanta che non capisci nemmeno bene lo slang dei tuoi colleghi Millennials? A volte la cosa migliore che la tua azienda può fare è farti conoscere colleghi e team di lavoro quanto prima. Creare Engagement di qualità all’interno dei dipartimenti fornisce ai nuovi arrivati un clima più sereno. E’ talmente semplice organizzare delle pause pranzo insieme! In molte aziende, soprattutto americane, si assegnano dei veri e propri “Work Buddies” ovvero si viene “affidati” ad un collega che ti accompagnerà nel processo di inserimento e che “ti farà’ sentire meno solo”: ti supporta nell’apprendere i vari concetti nuovi del tuo lavoro e ruolo, sta proprio con te, ti accompagna in giro per l’azienda mostrandoti luoghi ed introducendoti a colleghi e superiori. E non dimenticare che in questa fase anche la presentazione dei canali social media dell’azienda (e delle relative policy) sia un momento che aiuta la persona a sentirsi parte di un gruppo.

ANALISI DEL FABBISOGNO

Già in passato abbiamo parlato di come i processi di analisi dei fabbisogni siano un punto estremamente importante per i talenti. Dedicare quindi alcune ore nei primi giorni agli ultimi arrivati per capire quali siano le loro reali necessità diventa oggi davvero importante.

Che ciò avvenga tramite un questionario, un’intervista, una semplice chiacchierata, è un momento che ha una molteplice finalità: scoprire lacune non individuate durante i colloqui di assunzione, capire quali siano le aree di miglioramento, le passioni e le predisposizioni della persona verso il futuro, per preparare percorsi ad hoc oltre alla formazione standard che un’azienda propone ai propri dipendenti.

BLENDED LEARNING

Cito questo punto in quanto noi stessi di Speexx diamo aiuto a molte aziende tramite percorsi di Blended Learning, ovvero formazione con corsi online ed in aggiunta di differenti tool (aule virtuali, docenti presenti in azienda, lezioni telefoniche, workshop specifici, ecc.). E’ un metodo che va a sostituire la sola formazione frontale, ed anche in Italia sta realmente diventando uno dei metodi di riferimento in azienda. La riduzione dei costi, l’uso delle tecnologie di ultima generazione, la creazione di gruppi di studio e formazione sono solo alcuni dei vantaggi.

Noi sfruttiamo il Blended Learning per l’apprendimento linguistico, ma esistono molteplici percorsi dedicati alle più svariate necessità delle aziende. La fase di apprendimento è seguita dalla messa in atto delle competenze acquisite dall’intero team: apprendere tutti insieme significa crescere tutti insieme. Apprendendo anche da chi ci sta vicino. Quello che oggi si chiama Social Learning. Un esempio? Organizzare aule virtuali o lezioni frontali per gruppo/team/area/dipartimento non solo aiuta nel confrontarsi sulle competenze pratiche acquisite, ma anche porta allo sviluppo di tutto il team di lavoro. E se sviluppo va di pari passo con innovazione, è semplice capire quanto è importante credere nella formazione.

SEMPLIFICARE ed ASCOLTARE

Sembra banale, ma non lo è. Chi arriva nella nostra azienda può avere esperienze e conoscenze diverse dalle nostre. Ascoltare è il primo punto per capire quali siano le reali necessità del singolo ed a volte anche le aree di miglioramento dell’azienda stessa. Sappiamo quanti siano i processi da attuare in azienda, l’area Risorse Umane deve impostare strategie tendendo conto delle persone: bisogna sempre pensare che un processo di inserimento semplice, facile ed empatico è uno dei migliori presupposti affinché i talenti che tanto abbiamo cercato e voluto in azienda restino con noi. E, ricordiamoci sempre, il turnover costa.

TECNOLOGIA UTILE

Mettere a disposizione un tecnologia che in primis aiuti ed agevoli il dipendente: fare formazione online significa fornire un supporto anytime&anywhere. Un dipendente ad esempio nota sin da subito la possibilità di appendere e studiare da dispositivi mobili, quando vuole, da dove vuole. Avere processi flessibili al giorno d’oggi è fuori da ogni dubbio una delle caratteristiche che più vengono apprezzate dai dipendenti: che si tratti di formazione, lavoro agile, o altri percorsi a discrezione dell’azienda, il fattore flessibilità è certamente tra le caratteristiche delle aziende meglio quotate ogni anno dai dipendenti. Usare strumenti tecnologici a supporto del processo di inserimento è un trend sempre più in crescita. E per il controllo, non preoccupatevi, oramai i sistemi di check delle performance sono efficientissimi, spesso aggiornati in tempo reale: non si sgarra.

Come è stato il tuo processo di inserimento in azienda? Oppure quali sono gli aspetti che hai maggiormente valutato e apprezzato quando sei entrato nella tua azienda?

Aspettiamo i vostri commenti!

Prova Speexx
2016-10-27T08:01:23+00:00

Autore:

Oliver Albrecht inizia la sua collaborazione con Speexx nel 2003 come Country Manager della filiale italiana dell'azienda. Viene successivamente nominato Head of Business Development e nel 2008 cura la start-up della sussidiaria spagnola a Madrid. Nel febbraio 2012 assume inoltre la carica di Vice Presidente del Gruppo, con diretta responsabilità nello sviluppo commerciale in Russia e America Latina. Ad inizio 2013 Speexx inaugura la sede a San Paolo in Brasile. Prima dell'avventura in Speexx ha maturato esperienze professionali nel settore International Marketing & Sales del brand Nivea (Beiersdorf AG), è stato Partner di Commercial Consult e Amministratore Delegato di Canbox Italia. Oliver Albrecht si è laureato in Economia e Commercio Internazionale presso la European Business School di Oestrich-Winkel (Germania) e parla correntemente italiano, inglese, spagnolo, francese e la sua lingua madre, il tedesco.